Il ruolo della chiesa nel matrimonio

Qual'era il ruolo della chiesa nel matrimonio?

Prima di tutto è necessario puntualizzare che secondo il diritto romano, si riconoscevano le Nozze solo se avvenivano tra cittadini romani consenzienti e responsabili di sé giuridicamente (oppure se questi erano sotto la tutela dei genitori essi dovevano esserlo per i figli) infatti ad essi era vietato sposarsi con gli schiavi o con i non cittadini, altrimenti il matrimonio non era riconosciuto ed i figli venivano considerati illegittimi.

Le fonti storiche documentano che la chiesa non aveva nessun ruolo nel matrimonio, essa si limitava ad impartire agli sposi una semplice benedizione.

Per la chiesa il primissimo rito nuziale è considerato l'unione tra Adamo ed Eva ordinata da Dio, Eva, infatti, fu creata per Adamo per completare il suo bisogno di compagnia.

I primi matrimoni erano addirittura dei veri e propri rapimenti compiuti dallo sposo con la complicità dei suoi testimoni, essi rapivano la donna combattendo contro la famiglia di essa con le spade impugnate nella mano destra, mentre lo sposo reggeva la sposa nella sinistra.

In questo modo si spiega l'origine della posizione della sposa, nella cerimonia nuziale, a sinistra dello sposo quando invece è noto che l'uomo offre alla donna sempre la destra.

In seguito con la cristianizzazione dell'impero romano cessarono i rapimenti e si scoraggiò anche la poligamia giustificata, all'epoca, dal fatto che sposare più mogli era necessario per assicurarsi una discendenza.

Oltre a ciò l'imperatore romano Giustiniano (famoso per il Codice Giustiniano, che fu la base della giurisprudenza, per oltre mille anni) condannò il sesso al di fuori del talamo nuziale e per la prima volta nelle costituzioni imperiali si configurò il crimine di bigamia, sconosciuto nel diritto classico.

Per la precisione in questo periodo (siamo nell'alto medioevo) le Nozze si svolgevano secondo una cerimonia privata a casa della sposa con il consenso delle famiglie.

Nel corso di questa cerimonia gli sposi ricevevano la benedizione nuziale che però non aveva molto valore, infatti la presenza del sacerdote e dei testimoni non era indispensabile in quanto, vi ricordo e preciso ancora una volta, il matrimonio era un vero e proprio contratto sancito dalla promessa verbale e reciproca della coppia.

Purtroppo però con la fine dell'impero romano si pose fine anche al contratto firmato dunque si diede inizio ad una serie di abusi e cioè si diede inizio:

  • ai matrimoni segreti

  • ai rapimenti di donne per sposarle senza il consenso dei genitori

  • e ai divorzi.

Fu in seguito al Concilio Lateranense IV del 1215 che per la prima volta, la Chiesa diede una regola ufficiale al matrimonio, nel dettaglio la chiesa:

  • impose le pubblicazioni (in modo da fermare i matrimoni clandestini)

  • innalzò il matrimonio proclamandolo a sacramento

  • rese il matrimonio indissolubile fino alla morte di uno dei coniugi, in modo da evitare i divorzi

  • impose l'età minima agli sposi per potersi sposare in modo da evitare matrimoni in tenera età

  • stabilì che gli sposi dovevano consentire a sposarsi in modo volontario e libero oltre che pubblico per evitare rapimenti e matrimoni combinati

  • regolamentò l'annullamento del matrimonio se si verificava il caso d'invalidità del sacramento, vale a dire il matrimonio si considerava nullo se:

1- non veniva consumato

2- in caso di rapimento

2- in caso di violenza oppure

4- di celebrazione clandestina.

Solo dal XIII secolo in poi si affermò definitivamente il matrimonio canonico come sacramento.

Nel 1563 il Concilio di Trento ne stabilì la forma definitiva e si rinforzò la regolamentazione del sacramento del matrimonio, vale a dire la sua celebrazione davanti ad un parroco e a dei testimoni, con l'obbligo, per gli sposi, di registrare la propria unione in un registro conservato nella parrocchia, oltre al divieto di coabitazione al di fuori del matrimonio (per evitare il concubinato e i figli illegittimi).

Ma in seguito la riforma protestante e le pressioni per l'esigenza di una maggior laicità dello Stato fecero si che nel 1804 con il Codice Napoleonico, poi esteso fuori dei confini della Francia, si stabilì che il matrimonio fosse valido solo se celebrato da un ufficiale di stato civile.

Dunque nello Stato italiano unitario con l'introduzione del nuovo Codice Civile a partire dal 01 gennaio del 1866 si disconobbero tutti gli effetti giuridici al matrimonio religioso.

L'unica forma che risultò essere valida fu quella del matrimonio civile, di conseguenza per la prima volta si concesse ai non credenti di unirsi in matrimonio senza sottostare alle regole della chiesa.

Coloro che invece desideravano sposarsi anche con il rito religioso lo celebravano precedentemente, oppure successivamente a quello civile, anche se nel 1929 con i Patti lateranensi fu affiancato al matrimonio civile il matrimonio concordatario.

In definitiva con il Concordato del 1929 si ridonarono gli effetti civili anche al matrimonio religioso, ossia si costituì il Matrimonio Concordatario ossia il matrimonio contratto con rito religioso, celebrato in chiesa davanti al Ministro di culto cattolico e regolarmente iscritto nei registri di Stato civile per la contestuale attribuzione degli effetti civili.

(ancora oggi il matrimonio civile è disciplinato dal Codice Civile del 1942).

Inoltre a partire dal 1984 furono riconosciuti anche gli effetti civili dei matrimoni concordatari celebrati con i riti di confessioni religiose, diverse da quella cattolica i cui rappresentanti abbiano però siglato apposite intese con lo Stato.

Concludo questa sbirciatina alla storia del matrimonio,

avente lo scopo di fornirti consapevolezza e sicurezza perché tu possa organizzare e vivere davvero al Top il giorno delle tue Nozze, con zero stress e in grande stile, menzionandoti l'articolo 16 della dichiarazione universale dei diritti umani.

Ebbene in questo articolo si afferma che:

1) uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.

Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.

2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Voglio ripeterti quest'ultimo concetto per dargli la giusta forza in quanto lo reputo davvero significativo e cioè: “la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.”

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