La cerimonia nuziale nell'antica Grecia - parte 1 -

Stai per conoscere da vicino come avveniva la cerimonia nuziale nell'antica Grecia, che l'invio di inviti scritti a mano è una pratica risalente a questo periodo storico, l'origine del brindisi nuziale e della torta nuziale.

Ad un tratto ti sentirai illuminata perché ti svelerò anche la tradizione dei doni di nozze, della festa, del corteo nuziale e del motivo per cui ci si copriva il viso con il velo, cosa che tutt'oggi si fa senza conoscerne il reale significato.

Inizio subito dicendoti che alla cerimonia nuziale parenti ed amici partecipavano previo invito fatto dai genitori degli sposi (come ci racconta Platone nelle Leggi), gli inviti potevano essere fatti di persona oppure come testimoniano alcuni papiri venivano scritti dei biglietti d'invito alle Nozze in cui, proprio come si usa fare oggi, si indicava il luogo, la data e l'ora della festa.

Interessante vero?

Cosa ne pensi?

Ti piacerebbe l'idea di scrivere le tue partecipazioni a forma di papiri dell'antica Grecia, dunque rendere originale la comunicazione del tuo giorno di Nozze.

Ti piacerebbe usare il papiro come invito di Nozze?

E perché no, potresti addirittura scegliere il matrimonio nell'antica Grecia” come tema per il tuo progetto di Nozze.

Potresti essere davvero originale nella scelta del tuo tema di Nozze e realizzarlo in modo singolare e unico, evitando il solito copia e incolla come fanno tutti.

Il tuo progetto di Nozze sarà un vero progetto di Nozze cioè tutt'altro che preoccuparsi di fare i fiocchetti ai tovaglioli nel colore tema, oppure mettere i cuoricini sui bicchieri dei commensali, cosa tra l'altro sconsigliatissima.

Dunque innanzitutto è bene precisare che la cerimonia nuziale in Grecia durava tre giorni:

  • il primo giorno della cerimonia, chiamato protéleia, era il giorno prima delle Nozze caratterizzato dai riti prenuziali

  • il secondo giorno della cerimonia, chiamato gàmos, era il giorno più importante perché si compiva la consegna della sposa e iniziava la coabitazione.

  • il terzo giorno della cerimonia, chiamato epaulìa hèmera, era il giorno in cui gli sposi ricevevano i doni.

Il giorno della cerimonia aveva luogo il giorno prima delle Nozze in cui la sposa svolgeva dei riti prenuziali:

  • il sacrificio in onore delle divinità protettrici delle Nozze (Era, Artemide, Afrodite, Atene e le divinità della stirpe, i Tritopàtores)

  • l'abbandono dell'età adolescenziale in cui la sposa offriva i suoi giocattoli da bambina ad Artemide

  • il rituale del bagno purificatore.

Dei riti prenuziali il bagno purificatore era il più importante e considerato al pari di una cerimonia solenne, alcune donne si recavano in processione presso la fonte sacra, raccoglievano l'acqua con un vaso particolare usato apposta per questo rito (chiamato loutrophòros avente forma ovoidale con il collo affilato e due anse sui fianchi) e la portavano alla sposa, la quale doveva immergersi in quest'acqua.

La sposa al termine di questo rituale tagliava i suoi capelli e li donova a una divinità legata alla sfera della Verginità (Artemide oppure Ippolito).

Anche lo sposo si sottoponeva al rituale del bagno purificatore sempre immergendosi in acqua proveniente da fiumi o fonti ritenute sacre.

Il secondo giorno della cerimonia era considerato il giorno più importante perché avveniva la consegna della sposa e la coabitazione degli sposi:

Questo giorno si divideva in tre fasi:

  • Prima fase - il banchetto di nozze a casa della sposa.

  • Seconda fase - il trasferimento della sposa a casa dello sposo.

  • Terza fase - i riti di accoglienza della sposa nella nuova casa.

Il secondo giorno della cerimonia aveva luogo nella casa della sposa dove la mamma della sposa si occupava personalmente dei preparativi che avevano inizio già dal mattino presto (così come ci raccontano i testi di Menandro nella Samia), mentre alcune donne parenti e amiche della sposa l'aiutavano a vestirsi.

La casa era preparata a festa, alle porte venivano appese corone di alloro e ulivo, si accendevano fiaccole profumate di incenso e il padre della sposa, dopo aver compiuto il sacrificio in onore degli dei, supervisionava il sontuoso banchetto nuziale affinché tutto fosse perfetto.

Anche la sposa prendeva parte al banchetto, vestiva i suoi abiti più belli ed era velata, non era visibile a nessuno, essa sul capo per fissare il velo usava indossare una corona di mirto, in onore di Afrodite.

La sposa desinava in compagnia delle donne di famiglia e delle sue amiche sedute a tavole diverse e separate da quelle degli uomini, ciò avveniva perché gli sposi non erano mai stati l'uno al cospetto dell'altra.

Esistono alcune fonti storiche in cui si descrivono nel dettaglio i banchetti di Nozze nell'antica Grecia.

Queste fonti raccontano di banchetti nuziali molto allegri, allietati dalla musica, addirittura riportano anche il menù di nozze caratterizzato dalla presenza di frutta e frutta secca tra cui mele, pere, uva, fichi e melograni, mandorle, noci e nocciole, verdura, formaggi, olive, uova, focacce, ma anche pesce fresco, prevalentemente fritto o alla griglia, frutti di mare e carne come maiale, vitello e lepre.

Le fonti riportano anche la presenza della torta nuziale, proprio così, già dall'antica Grecia al termine dei banchetti di Nozze si usava mangiare la torta nuziale, un dolce avente forma di focaccia, impastato con olio e al profumo di miele e sesamo (il sesamo si usava perché si pensava fosse utile alla fecondità dati i suoi tanti germogli).

Mangiata la torta al termine e del banchetto, il padre della sposa era solito fare un brindisi di augurio agli sposi.

Anche oggi si usa fare un brindisi dopo il taglio della torta nuziale come augurio di gioia e felicità, vero?

Bene ora conosci con precisione l'origine del brindisi degli sposi.

Concluso il banchetto a casa della sposa, verso sera, citando gli scritti:

”quando in cielo compariva la prima stella della sera”

la sposa prendeva posto su un carro, si sedeva tra lo sposo ed un suo parente stretto, il parente aveva il compito di proteggerla ed accompagnarla in questa importate e delicata fase del trasferimento a casa dello sposo.

Il carro, solitamente trainato da muli e buoi, si dirigeva a casa dello sposo avviando il corteo nuziale guidato dalla madre dello sposo la quale dava vita ad un momento molto suggestivo, ad essa infatti spettava il compito di accendere la prima delle fiaccole che avrebbero illuminato l'intero corteo nuziale.

Il corteo nuziale era davvero molto significativo e suggestivo, prova ad immaginare con me cosa succedeva all'epoca:

“è scesa la sera in cielo si vedono le prime stelle, è appena terminato il banchetto nuziale e gli sposi in tutta la loro bellezza hanno preso posto sul carro agghindato a festa con ricchi festoni fioriti.

Mentre riecheggiano le voci gioiose di parenti ed amici, che si dispongono in gruppo per formare il corteo nuziale, la mamma dello sposo a capo del corteo si accinge ad accendere la prima delle moltissime fiaccole che l'una dietro l'altra s'illuminano grazie ai portatori di fiaccole.

Così parte il corteo nuziale in un clima festoso e felice, si dirige a casa dello sposo mentre tutti intonano inni dedicati agli dei accompagnati dai suonatori di flauti e cetre.”

Ora che conosci l'origine del corteo nuziale e grazie alla serie di informazioni che hai fin qui appreso, puoi tranquillamente organizzare il tuo corteo di Nozze in modo davvero originale, ti basterà studiarlo e programmarlo nel tuo progetto di Nozze e potrai arricchire il giorno delle tue Nozze in modo davvero singolare.

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