L'origine dell'abito da sposa (parte 1)

Quando si parla di origini, si parla anche di storia, la storia è conoscenza e la conoscenza è:

  • evoluzione

  • azione

  • cambiamento

  • potenza.

Sei d'accordo con me?

In questo caso la tua potenza è data dalla conoscenza che sto per fornirti in merito alle origini dell'abito da sposa.

Infatti se vuoi essere potente e abbattere ogni forma di stress accumulato fino ad ora, qui di seguito trovi pane per i tuoi denti.

Sto per svelarti come gestire la scelta del tuo abito da sposa con zero stress e in grande stile.

E' fondamentale che tu viva il momento della scelta del tuo abito da sposa con la massima serenità e zero stress.

Perché è fondamentale che tu viva questo momento serenamente?

Perché anche tu, proprio come ha fatto la nonna di Giulia, attraverso il tuo abito da sposa avrai l'opportunità di tramandare o meglio donare un po' di TE ai tuoi figli e alle tue nipoti.

Il tuo abito avrà dunque l'importante compito di narrare “TE.”

Pensaci bene, nel momento in cui sceglierai il tuo abito da sposa non solo comprerai l'abito più importante della tu vita ma tramanderai ai tuoi eredi un po' di te, proprio come ha fatto la nonna di Giulia.

Il tuo abito parlerà di te racconterà ai tuoi cari dello stile, dell'immagine, della moda e degli usi della tua epoca, esattamente com'è successo con l'abito della nonna di Giulia.

Inoltre conoscendo l'origine dell'abito da sposa scoprirai la storia degli abiti di donne realmente vissute, ognuna con il proprio bagaglio di storia e emozioni.

Ognuna con il proprio sogno di diventare sposa, esattamente come il sogno che stai vivendo tu oggi.

Conoscere l'origine dell'abito da sposa ti servirà a comprendere com'è nato l'abito da sposa e come si è evoluto nei secoli, ciò ti aiuterà a costruirti la tua personale e potentissima arma con cui vincerai ogni forma nemica di stress, ansia e fatica e potrai in totale autonomia scegliere l'abito dei tuoi desideri.

Ora cosa ne pensi questo mood da vincitrice risuona nelle tue corde?

Allora seguimi e vincerai!

Un giorno, nel corso di una consulenza specifica per supervisionare l'acquisto di un abito da sposa, mi sento dire:

“Maria per il mio matrimonio desidero un abito colorato, vorrei evitare l'obbligo d'indossare il classico e tradizionale, nonché antico abito bianco”.

L'abito bianco obbligatorio, classico, tradizionale, antico?

Nulla di più errato, contrariamente a ciò che si pensa di solito, l’abito da sposa non nasce bianco!

Per la precisione si parla di abito da sposa, come tipologia di indumento, solo nel primo dopoguerra prima le donne vestivano un abito che era rappresentativo di uno status.

La sposa rappresentava la famiglia e non se stessa, di conseguenza l'abito che indossava era simbolo del potere e del prestigio familiare, quindi elemento distintivo di appartenenza ad un preciso stato sociale.

Le testimonianze storiche attestano che già nel Medioevo il vestito indossato dalle spose era tipicamente rosso, colore considerato non solo simbolo d'amore ardente, ma anche della capacità di procreare, di regalità, di ricchezza e di potere economico.

L'abito da sposa era confezionato utilizzando colori molto accesi e vivaci, le stoffe e i materiali erano molto preziosi, si usavano i velluti, i broccati, i damaschi, le sete e anche le pellicce, proprio per attestare la potenza e la ricchezza della famiglia di appartenenza della sposa.

Ancor prima del Medioevo si hanno notizie dell'abito nuziale dalla storia dell’antico Egitto, periodo in cui le fonti parlano già dell'esistenza del matrimonio anche se era ristretto alla sfera privata, non essendo sancito dallo Stato e nemmeno dal clero.

In questo periodo le donne usavano indossare una lunga gonna, ricoperta da una sopra veste in lino trasparente e sul capo usavano un fazzoletto rigato, ripiegato dietro le orecchie.

Nell’antica Roma il matrimonio costituiva un accordo di potere che sanciva l'alleanza tra famiglie e veniva deciso dai genitori, addirittura quando i futuri sposi erano ancora bambini, per la tutela d'interessi sociali, politici ed economici.

Le spose vestivano una tunica bianca o gialla, detta tunica recta o regilla, questa tunica era lunga fino a coprire i piedi, priva di maniche e confezionata senza orli.

La tunica recta era chiusa in vita da una cintura di lana, il cingulum, annodata da un particolare doppio nodo, chiamato nodo d’ercole, un nodo che solo lo sposo poteva sciogliere.

Sulle spalle indossavano un mantello, la palla, color zafferano che era dello stesso colore dei sandali.

Le spose usavano raccogliere i capelli in un'acconciatura particolare simile a quella delle Vestali e cioè le vergini sacerdotesse consacrate alla dea Vesta considerata la protettrice del focolare.

Questa acconciatura nel dettaglio era formata da sei trecce, seni crines, composte attorno alla fronte con l'aiuto di piccole fasce o nastri.

Sul capo le spose portavano una corona realizzata con gigli, simbolo di purezza, spighe di grano, simbolo di fertilità, con mirto, simbolo di longevità (questo era il fiore sacro ad Afrodite, dea dell'amore) e con i rami di rosmarino considerati simbolo dell'amore femminile perché è una pianta forte e resistente ma che cresce lentamente.

La corona di fiori così composta serviva a fermare il flammeum, cioè il velo nuziale, il flammeum era lungo come il mantello e di colore arancio, oppure giallo zafferano, ma anche rosso rubino il colore simbolo del matrimonio, simbolo del fuoco di Vesta considerata come ho già detto la dea protettrice del focolare.

Mentre le donne longobarde come abito da sposa indossavano delle tuniche di colore nero, arricchite da mantelli rossi lunghi fino ai piedi.

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